Nel cuore della Polentonia c’è un posto magico per ritrovare se stessi

vista di Vobarno

Dunque, in Polentonia, nel cuore della Lombardia, c’è un posto vicino Brescia che si chiama Val Sabbia. Per ovvi motivi geografici non c’entra niente con ombrelloni, sale e creme solari, ma da quelle parti si affaccia sul lago più grande d’Italia la Riviera dei limoni. Mi sorprende e incuriosisce il motivo per cui questi luoghi hanno nomi che mi riportano, per personale deformazione, ai luogo e ai colori della Sicilia: e se anzi c’è qualche oriundo che volesse raccontarlo, lo spazio mirtillesco è ben lieto di accoglierlo.
Mirtilla non ha potuto approfondire più di tanto la questione perché troppo impegnata a scoprire la bellezza di un posto sperduto nel cuore della Polentonia, come dicevo, che si chiama Vobarno. Qui, arroccato su una montagna che sovrasta questo paesino di 7.000 abitanti in stile Heidi, alla fine di una stretta passeggiata tutta tornanti a strapiombo sul nulla, c’è l’agriturismo al Pojat. Vuol dire “la carbonaia” ed è un posto magico per la mente e per il cuore.

agriturismo al Pojat

È gestito da Simona e Massimo, due profondi conoscitori della Sicilia legati per motivi affettivi a Palermo e all’isola di Alicudi, da anni la loro seconda casa. Una prof di chimica e un autotrasportatore con un amore e una dedizione così grandi per i cavalli, che hanno deciso di chiamare il loro primo figlio Filippo.
Fin dall’arrivo si è subito coinvolti dal senso di calma e lentezza che pervade ogni cosa, quando Simona con dentro Filippo ti vengono incontro sorridendo, per stringerti la mano e accoglierti in casa loro. Si chiacchiera piacevolmente davanti a un thè bancha nella veranda affacciata sul bosco. In sottofondo, solo il rumore dell’acqua che sgorga dalla sorgente vicina. Ogni tanto qualche nitrito proveniente dalle stalle dove Luna e gli altri stalloni sono impazienti di fare un giro. Simona parla piano, la voce un po’ trema quando ci racconta del suo legame con Palermo, dovuto ad una storia d’amore ormai finita, ma che le ha lasciato dentro bei ricordi di Mondello, della gente e della cucina. Il presente è ciò che invece la rende salda, il pensiero di diventare mamma fra circa un mesetto e i suoi cavalli, a cui non rinuncia neanche con il pancione. Le sue lezioni di monta western, basata più sul contatto e sulla relazione di fiducia reciproca fra cavallo e fantino rispetto alla più classica monta inglese, riescono a far appassionare anche i più diffidenti.

ecco un albero di mirtilli!

 

Dopo una passeggiata solitaria alla ricerca dell’inatteso – il mio è un albero di mirtilli, e anche due conigli – i massaggi shiatsu di Milena ti sciolgono nodi energetici ed emotivi grazie alla gentilezza dei gesti e delle sue parole, mentre un bicchiere di rosso sorseggiato davanti a un buon libro sul divano bianco nell’area relax  è il preludio di una cena a base di risate e piatti prelibati, rigorosamente bio. Escono fuori dalla cucina i  fumanti risotti di Massimo preparati con ingredienti del territorio, il formaggio di capra, le costine di maiale al forno più buone di sempre, la torta di pere e il mitico grappino di prugne fatto in casa. Un altro brindisi mentre Roberto, tuttofare a metà fra un montanaro hippy e un esperto lupo di mare, ci racconta con parlantina vivace e modi spicci la sua filosofia di vita fra i ritmi incalzanti di un mestiere faticoso, ma che alla fine tale non è.

La sensazione è di essere un gradito ospite in casa loro. Nella camera da letto al piano di sopra, dentro una cuccia ai piedi del letto, 17 cuccioli di Jack Russell dormicchiano sotto il calore di una luce artificiale allargando ancora un po’ la grande famiglia del Pojat. Qui il cellulare non prende e non si può pagare con carta o bancomat. Figurarsi la connessione internet. Niente telefono, non c’è nessuno con cui chattare, nessun messaggio di posta da controllare o sms da inviare. Ci si rende conto di un’ansia latente che si prova per questo distacco forzato e si diventa più consapevoli su quanto in realtà, anche senza accorgercene e anche solo mentalmente, siamo dipendenti dalla tecnologia. Alla fine è proprio questo silenzio che forse più di tutto, dopo due giorni di coccole e totale relax, ti fa ricaricare le energie per affrontare più serenamente una nuova settimana di lavoro, nella frenesia della città.

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Informazioni su mirtilla22

sono in tutti i luoghi e in tutti i laghi, fra padania e trinacria, marketing e velleità giornalistiche, passando per libri, foto e scritture varie, tipo questa. mirtilla22(at)gmail.com
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6 risposte a Nel cuore della Polentonia c’è un posto magico per ritrovare se stessi

  1. Giulia Lupo ha detto:

    La descrizione del luogo è curata nei minimi dettagli ed è realistica fino in fondo.Sono stati 2 giorni vissuti in pieno relax immerse nella natura e a contatto con gli animali.L’accoglienza è stata ineccepibile e il cibo meraviglioso.Credo che non si potesse rendere meglio l’idea di quello che è il”Pojat” di come non abbia fatto tu con questo articolo.

  2. Daniele ha detto:

    Che dire? Il blog completo e ordinato, lo sfondo mirtillesco, il gravatar (finalmente uno, non mille), l’articolo completo di anteprima testuale, le foto, la galleria automagica: ormai siamo proprio delle genie della comunicazione web! 🙂 Ti direi che hai superato il tuo consigliere, ma non è che ci voleva tanto! 😀 Ma soprattutto (e qui sono più serio) qui c’è la mirti che vorrei leggere: non solo entusiasta del mondo che la circonda (anche!) ma acuta osservatrice dei miti e riti, degli usi e costumi lombardi, da leggere in filigrana grazie al confronto con Mamma Sicilia. Un nome del blog più mirato e una tagline sul concetto Pa-Mi e diventi meglio di Beppe Grillo e Luca Sofri messi insieme! fallo. Non per altro. Così poi potrò dire: “L’ho inventata Io!” 😀 ❤

    • addirittura inventato!!!! che pippobbaudo sei dani?! diciamo che sei la mia inesauribile fonte di ispirazione! sempre! ti voglio bene perchè sei tu che sai leggermi tra le righe 😉
      mirtimilano in progress..ti stupirò!
      lov

  3. Cecilia Ganci ha detto:

    Hai dipinto un quadro dettagliato e veritiero del Pojat e anche delle sensazioni che si posso vivere in appena due giorni.
    Dalla tue parole traspare particolarmente la voglia di far vivere bene e in un clima “di casa”o gli ospiti di Massimo e Simona….
    Personalmente,tornando indietro, ci riandrei altre cento volte…e perchè no?!? ci riandremo!!
    OTTIMO ARTICOLO.

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