Cosa ti cade dagli occhi. Il significato delle lacrime nel libro di Gabriele Picco

Le lacrime gemelle

L’intreccio fra scrittura, letteratura e arte è un gioco delle parti. La parola e l’immagine, la creazione artistica, danzano insieme condizionando a vicenda l’una la genesi dell’altra. È cosi che come per gioco può nascere una storia, a partire da un disegno o da un’opera d’arte. Come nel caso di Cosa ti cade dagli occhi (Mondadori 2010), romanzo dell’artista-scrittore Gabriele Picco che ha visto la luce grazie alla realizzazione di una scultura in vetroresina, Le lacrime gemelle, diventata anche l’immagine di copertina, in cui un omino piange due lacrime giganti dentro le quali nuotano dei veri pesci rossi.

Le lacrime viste da vicino sono grandi come interi universi…

Perché non soltanto quello respiratorio, muscolare o digerente, ma fondamentale per la sopravvivenza di ogni essere umano è anche l’apparato lacrimale. Illustrato nei minimi particolari nel libro, contiene apposite sacche di ricordi: ci sono quelli dolorosi, quelli d’amore, quelli legati all’infanzia e alla scuola, quelli sessuali, quelli generati dalla rabbia, dalla solitudine, dalla vista di un paesaggio o di un fiore. Un mondo di emozioni universali, concrete e a volte dimenticate che prendono la forma miracolosa di una goccia trasparente, pronta a schiantarsi al suolo col suo carico di motivazioni più o meno represse, più o meno nascoste.

Quanto sarebbe bello vivere nel mondo di Kazuko, anche per un giorno soltanto…

Sullo sfondo di una New York da poco colpita dalla tragedia dell’attacco alle Torri Gemelle si snoda un intreccio di vite solitarie, comuni e straordinarie al tempo stesso, accomunate da una ricerca della felicità che arriva soltanto facendo i conti con il passato e con i ricordi più segreti. Solo così Ennio Bernini, che è incapace di piangere e ama invece fotografare le lacrime altrui e scoprirne i mondi nascosti all’interno, impara a lasciar volare alti i propri sentimenti alla fine di un percorso di crescita che lo porterà a riacquistare fiducia in se stesso e negli altri. Da Cosa ti cade dagli occhi Picco ha recentemente tratto la sceneggiatura, mentre il libro sta per essere pubblicato in Spagna in edizione doppia (con traduzione in catalano e castigliano) e in Portogallo e continua ad avere grande successo, soprattutto di critica, sia in Italia che all’estero.

Untitled 2005

Classe ’74, bresciano trapiantato per un paio d’anni nella Grande Mela dove ha frequentato la New York Film Academy, consacrato all’opera di Alberto Burri alla cui arte dedica a vent’anni una vera e propria dichiarazione d’amore, vincitore l’anno scorso del Premio Alinovi dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, Gabriele Picco è al suo secondo romanzo, come ricorda eloquentemente il nome del suo blog “Non sono un esordiente”. La sua attività di artista attraversa la scrittura, la poesia, il disegno e la scultura – una sua opera, Untitled 2005, una fiat 500 in fibra di vetro su cui poggia una gigante nuvola di cemento è esposta in modo permanente nel Parco delle Madonie – la sceneggiatura, la fotografia e il cinema. Sarà per questa profonda conoscenza e trasversalità di mezzi espressivi che è molto attento alla comunicazione e ne utilizza gli strumenti in modo creativo e strategico per instaurare un rapporto diretto col pubblico.

Eccola New York, così fragile dopo il crollo delle torri, che vola nel cielo su una foglia secca. Se ci pensa, tutta la sua vita è racchiusa lì, tra quei pochi grattacieli che l’hanno visto crescere, innamorarsi, diventare papà e…

Oltre al blog, infatti, e ovviamente a un nutrito gruppo su facebook che contiene le foto, i disegni e i pensieri degli iscritti che raccontano il significato delle proprie lacrime, Gabriele Picco ha due siti ufficiali ricchi di contenuti che ben raccontano vita e opere di questo eclettico personaggio per brevità chiamato artista. Quello personale www.gabrielepicco.com sulla sua attività artistica e quello ufficiale del libro www.cosaticadedagliocchi.it, dove si può anche leggere il primo capitolo gratuitamente e curiosare fra i divertenti contenuti speciali, come i due booktrailer realizzati per il lancio su web del libro. In uno, girato nell’amata New York, altra grande fonte d’ispirazione per questa storia, ha intervistato i passanti per le strade di Manhattan sul significato che attribuiscono al pianto e alle loro lacrime. L’altro, assolutamente made in Italy, girato a tavola a casa dei nonni mentre leggono brani tratti dal libro davanti a un piatto di spaghetti, parla con dolcezza di un attaccamento profondo alle radici nostrane, di un passato da non rinnegare e da proteggere, dell’amore per le cose semplici. Di ciò che permette insomma anche ad un analfabeta delle emozioni di fidarsi ancora degli altri e aprire di nuovo il proprio cuore.

(articolo pubblicato sul numero di giugno 2011 di Zoe Magazine e zoemagazine.net)

L’intervista video realizzata per Zoe Magazine a Gabriele Picco su lacrime, amore e progetti futuri.

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2 risposte a Cosa ti cade dagli occhi. Il significato delle lacrime nel libro di Gabriele Picco

  1. Ti ho mandato un messaggio su aNobii a proposito di questo libro! 🙂

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