Ora vi spiego cosa vuol dire pausa pranzo a Milano

Seduta alla mia scrivania mentre nell’ora di pranzo addento una piadina crudo e brie ascontaldo le Iotatola, vi racconto lo strazio, soprattutto per una siciliana, di mangiare a pranzo a Milano.

Dunque la pausa pranzo a Milano dura di solito un’ora, chi ha culo la fa da un’ora e mezza, chi ha dei capi orrendi – e succede spesso – la salta del tutto per partecipare ad esempio a riunioni fissate in modo molto poco strategico.
La mia è nella norma sindacale e dura un’ora. Ci sono due gruppi: dalle 12.30 alle 13.30, per i polenta che già dalle 12 iniziano a straparlare per la fame, e i  tiratardi che si sacrificano per coprire i turni in ufficio e accettano di andare dopo, oppure perchè come me non ce la possono proprio fare a mangiare come mia nonna.

Alla fine comunque tra una mail dell’ultimo minuto e una presentazione da finire non si esce mai prima delle 13.42: ecco, uno dei miei buoni propositi per il 2012 ad esempio è di non saltarla, quindi accontentiamoci. A  questo punto si apre il fantastico ventaglio di scelte location, tutte rigorosamente vista cemento.

piazza San Babila Milano

 

I bar più gettonati della zona San Babila sono sicuramente il 18 e  il Victory, prima che una delle colleghe  dell’ufficio legale trovasse uno scarafaggio nella sua insalata. I capisaldi sono il Porco, l’Uomo nero e da Moratti: non sono i nomi veri, ma convenzionali che rinsaldano simbolicamente l’apparteneza a un gruppo, quello dei colleghi che per alcuni motivi così li hanno battezzati.
Denominatore comune di questi luoghi è di solito l’evasione fiscale cronicala scortesia dei proprietari che stanno provando a essere simpatici e i piatti già pronti dalla colazione  –  sempre meglio che dal giorno prima – con la pellicolina trasparente sopra messi bene in vetrina come vestiti nei negozi  per sembrare più appealing per i turisti stranieri e, in realtà, per velocizzare il processo mangereccio-economico-produttivo.

Un’altra opzione riguarda i self service come il Break o il Ciao, dal primo esci camminando sulle tue gambe stanche per l’interminabile fila alla cassa e dovunque, dal secondo non si sa mai.

C’è poi sempre Mc Donald’s per farsi del male e sentirsi felici, soprattutto perchè la triade paninozzo+patatonze+coca take away e i Simpson nella TV a led in sala riunioni un po’ furtivi è il massimo del massimo dei pranzi da lavoratori di ufficio.

I saggi e i salutisti, oppure quelli un po’ al verde, optano in modo previdente per la schiscetta, che non ha altro corrispettivo in traduzione al mondo: “pranzo al sacco” obiettivamente non rende affatto. Pasta da scaldare al microonde o insalatine varie portate da casa vengono consumate mestamente  nella stanzetta o qualche volta davanti al pc e a una puntata in streaming della serie tv preferita. Non vedi però la luce del sole.

Il pranzo sushi rigorosamente al femminile è un modo esotico per girare alla larga dai carboidrati e per spettegolare dei colleghi maschi, d’estate il must è il gelato da passeggio da Bastianello o il bicchierone di frutta yogurth muesli e miele in gelateria che sembra dietetico, ma alla fine non lo è affatto.

I colleghi comunque sono sicuramente i più felici se li porti all’Antica Focacceria San Francesco. Iniziano a chiederti mille cose su come sono cotti, fritti e conditi i cibi, il significato originario dei loro nomi etc etc ma poi soprattutto si sbutriano fino a scoppiare, o fino ad agognare poi la pennica appena tornati alla propria scrivania. Nonostante la cucina sia per fortuna molto migliorata dal giorno della sua apertura  (il servizio invece è peggiorato), certo non puoi deluderli e confessare loro che lo store milanese non è all’altezza del doppio palermitano. Tuttavia alla fine nel panorama catastrofico del lunch meneghino ti sembra anche una delle opzioni migliori, dove consumare qualcosa di saporito e vagamente salutare che ti fa sentire a casa.

Salvo rapidi giretti in solitaria per shopping o improrogabili commissioni tipo sbattimenti alla posta o prelievo contanti, in pausa pranzo ci vai di solito con i colleghi del tuo turno continuando generalmente a parlare di lavoro. Alla fine ti sembra di non aver fatto pausa proprio da un bel niente. Caffè.

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2 risposte a Ora vi spiego cosa vuol dire pausa pranzo a Milano

  1. mirtilla22 ha detto:

    esiste solo qua. come il rusco o la sportina a bologna.
    😉

  2. costanza ha detto:

    schiscetta mai l’avevo sentito
    W il sicilian taste

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