Case e bilanci: IKEA, qual è il pezzo forte del vostro arredamento low cost?

Prendo spunto da due articoli che mi è capitato per caso di leggere uno dopo l’altro nella tela del web che parlano entrambi di IKEA, il colosso svedese salva-casa di tutti i single, fuori sede, lavoratori, studenti, giovanni coppie innamorate, famiglie in clima di austerity. Il primo lo trovo sul meraviglioso e utilissimo blog di Gianluca Diegoli [mini]marketing, in cui ci racconta cos’è che funziona bene (e cosa meno) nel nuovo catalogo digitale di IKEA con svolta social. L’altro è un articolo di Emergency su E Il Mensile dove, con il conforto di un po’ di dati sul fatturato e il numero dipendenti nel 2010, si contestualizza la crescita dell’azienda di Ingvar Kamprad nel corso dell’ultimo anno come effetto diretto della crisi economica.

Ripenso alle mie mobilità domiciliari a fasi alterne degli ultimi 1,2, 3, 4, 5, 6…cazzarola sono 7 anni! Dalla mia prima scelta di vita e studio che nel 2005 mi ha portato nel cuore della rossa, grassa e dottissima Bologna, al ritorno alle origini palermitane post-lauream, all’inizio dell’avventura milanese e al mio primo vero lavoro che dal 2009 a oggi mi hanno portato a vivere in due case. Così, da un rapido consuntivo, pensavo che i pomeriggi da IKEA con le 3 M, metro, mamma e matitina, a cercare le soluzioni più intelligenti per arredare camere da letto, ottimizzare spazi e contenere il budget, hanno fatto parte integrante della mia età della ragione e della crescita lontano da casa.

Dal mitico LACK, il tavolino basso e bianco da 9 euro, un must di tutti i miei appartamenti, alle lampade alogene a risparmio stile Pixar, ai quadretti colorati per portarsi dietro i ricordi di casa, mare, amici e vacanze, alle cose più sfiziose e meno utili che però sono fondamentali per farti sentire a casa, tipo lo specchio a onde, le stampe di Audrey Hepburn, il portachiavi a forma di culo di cane e cose dell’IKEA dei Piccoli reinventate per case da grandi. Sono queste le cose che, insieme alle istruzioni di montaggio, agli orari delle navette e al freddo nuovo del Nord, mi hanno accompagnato e reso più confortevole la scoperta di me stessa, di impensate capacità e ambizioni, e la costruzione di inediti nuclei familiari, insieme a tutte le persone che ho incontrato e perso per strada. E a quelle che ancora restano.

E per voi, cari amici single, fuori sede, lavoratori, studenti, giovanni coppie innamorate, famiglie in clima di austerity, siciliani (visto che IKEA adesso è finalmente anche lì) e nordici: qual è il vostro must dell’arredamento low cost firmato IKEA?

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