Case e bilanci: IKEA, qual è il pezzo forte del vostro arredamento low cost?

Prendo spunto da due articoli che mi è capitato per caso di leggere uno dopo l’altro nella tela del web che parlano entrambi di IKEA, il colosso svedese salva-casa di tutti i single, fuori sede, lavoratori, studenti, giovanni coppie innamorate, famiglie in clima di austerity. Il primo lo trovo sul meraviglioso e utilissimo blog di Gianluca Diegoli [mini]marketing, in cui ci racconta cos’è che funziona bene (e cosa meno) nel nuovo catalogo digitale di IKEA con svolta social. L’altro è un articolo di Emergency su E Il Mensile dove, con il conforto di un po’ di dati sul fatturato e il numero dipendenti nel 2010, si contestualizza la crescita dell’azienda di Ingvar Kamprad nel corso dell’ultimo anno come effetto diretto della crisi economica. Continua a leggere

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Palermo, «capitale» senza speranza Ora impugna i forconi – Corriere della Sera

Pubblico questo articolo di Aldo Cazzullo sul Corriere di oggi. Perchè dice tutto.

Palermo, «capitale» senza speranza Ora impugna i forconi – Corriere della Sera.

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Cose fatte nel primo week end milanese, e poi l’inatteso.

  1. NI – l’ho trovata, era chiusa e visitabile solo nei giorni lavorativi cioè non so se ci potrò mai andare di nuovo. – andare a visitare la casa Museo di Alda Merini (e capire il perché di questa polemica)
  2. FATTO   fare un botto di lavatrici e relative stese (non stirate, non ce la posso fare)
  3. POSTICIPATO – scoperto esce mercoledì 18 –  andare al cinema a vedere Benvenuti al Nord (meglio se accompagnata da terroni only)
  4. FATTO – in modo molto carino, un covo di terroni (+un arabo) in questo posto molto milanese a cena a sbafare cotolette – salutare/rivedere un po’ di amici trapiantati qui
  5. (……….) – praticare un che di attività sportiva (e premiarsi poi con il bagno turco)
  6. SI FATTO ANCHE QUESTO e grazie a Dio niente sveglia alle ore 9 per andare in giro per mercatini vintage sotto il gelo con amico gay e amica fashion stylist – dormire ore di sonno senza nessunissima sveglia
  7. SI MA POSSO FARE ANCORA MEGLIO IL PROSSIMO WEcazzeggiare in lungo e in largo senza rimpianti
  8. SI ANCHE SE NON E’ SERVITO A MOLTO mandare una mail in redazione il giorno prima; in compenso ho visto alla tv Giuliano e mi sono chiarita un po’ le idee sull’Area C studiare quali saranno i prossimi ospiti di Che Tempo che Fa  per partecipare come pubblico alla trasmissione (visto che ho scoperto che la fanno sotto casa mia)
  9. NO! E SEGUE DISPERAZIONE NERA perché adesso si è rotto il fard! – comprare patriotticamente da Kiko un correttore occhi fondamentale per la sopravvivenza
  10. DIREI PROPRIO DI NO VISTO IL PUNTO 4 e gli annessi&connessi di una serata a Milano, soprattutto per gli autosmuniti, ma poteva anche essere peggio viste le mire da shopping compulsivo di sabato pomeriggio del mio accompagnatore, che ho saputo arginare con un acquisto davvero intelligente: da H&M, solo un paio di meravigliosi guanti di lana senza dita e con ponpon da 3 euro  – ommioddio ottimizzare il budget (cioè fare 1 solo aperitivo e stare ahimé alla larga dalle vetrine)

5 cose su 10 che non ho rimandato è un ottimo risultato per essere soltanto alla prima settimana milanese del 2012. – Mi chiedo, quanti di questi verranno disattesi già nel 2012? 

  

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Milano oggi si sveglia con l’Area C

Buongiorno Milano! Da oggi ti svegli con l‘Area C, una nuova abitudine di mobilità con cui dovrai familiarizzare a partire da oggi. Ce la farai?

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La Svezia e la Russia vincono la coppa del mondo di sci di fondo (che è a Milano e non in Trentino)

La Svezia e la Russia si aggiudicano la coppa del mondo di sci di fondo Race in the City, competizione internazionale che si è conclusa oggi a Milano. Le vincitrici della squadra femminile sono Ida Ingemarsdotter e Hanna Brodin, Alexey Petukhov e Nikola Morilov i vincitori della squadra maschile.

Ida Ingemarsdotter e un atleta del Cross Country World Cup (foto SZ 2012)

Race in the city

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Cose da fare nel primo week end milanese del 2012

  1. andare a visitare la casa Museo di Alda Merini (e capire il perché di questa polemica)
  2. fare un botto di lavatrici e relative stese (non stirate, non ce la posso fare)
  3. andare al cinema a vedere Benvenuti al Nord (meglio se accompagnata da terroni only)
  4. salutare/rivedere un po’ di amici trapiantati qui
  5. praticare un che di attività sportiva (e premiarsi poi con il bagno turco)
  6. dormire ore di sonno senza nessunissima sveglia
  7. cazzeggiare in lungo e in largo senza rimpianti
  8. studiare quali saranno i prossimi ospiti di Che Tempo che Fa  per partecipare come pubblico alla trasmissione (visto che ho scoperto che la fanno sotto casa mia)
  9. comprare patriotticamente da Kiko un correttore occhi fondamentale per la sopravvivenza
  10. ommioddio ottimizzare il budget (cioè fare 1 solo aperitivo e stare ahimé alla larga dalle vetrine)

Mi chiedo, quanti di questi verranno disattesi già nel 2012?

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Brunico 2012

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tutto molto bianco, calmo e la prima volta sugli sci…

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Ora vi spiego cosa vuol dire pausa pranzo a Milano

Seduta alla mia scrivania mentre nell’ora di pranzo addento una piadina crudo e brie ascontaldo le Iotatola, vi racconto lo strazio, soprattutto per una siciliana, di mangiare a pranzo a Milano.

Dunque la pausa pranzo a Milano dura di solito un’ora, chi ha culo la fa da un’ora e mezza, chi ha dei capi orrendi – e succede spesso – la salta del tutto per partecipare ad esempio a riunioni fissate in modo molto poco strategico.
La mia è nella norma sindacale e dura un’ora. Ci sono due gruppi: dalle 12.30 alle 13.30, per i polenta che già dalle 12 iniziano a straparlare per la fame, e i  tiratardi che si sacrificano per coprire i turni in ufficio e accettano di andare dopo, oppure perchè come me non ce la possono proprio fare a mangiare come mia nonna.

Alla fine comunque tra una mail dell’ultimo minuto e una presentazione da finire non si esce mai prima delle 13.42: ecco, uno dei miei buoni propositi per il 2012 ad esempio è di non saltarla, quindi accontentiamoci. A  questo punto si apre il fantastico ventaglio di scelte location, tutte rigorosamente vista cemento.

piazza San Babila Milano

 

I bar più gettonati della zona San Babila sono sicuramente il 18 e  il Victory, prima che una delle colleghe  dell’ufficio legale trovasse uno scarafaggio nella sua insalata. I capisaldi sono il Porco, l’Uomo nero e da Moratti: non sono i nomi veri, ma convenzionali che rinsaldano simbolicamente l’apparteneza a un gruppo, quello dei colleghi che per alcuni motivi così li hanno battezzati.
Denominatore comune di questi luoghi è di solito l’evasione fiscale cronicala scortesia dei proprietari che stanno provando a essere simpatici e i piatti già pronti dalla colazione  –  sempre meglio che dal giorno prima – con la pellicolina trasparente sopra messi bene in vetrina come vestiti nei negozi  per sembrare più appealing per i turisti stranieri e, in realtà, per velocizzare il processo mangereccio-economico-produttivo.

Un’altra opzione riguarda i self service come il Break o il Ciao, dal primo esci camminando sulle tue gambe stanche per l’interminabile fila alla cassa e dovunque, dal secondo non si sa mai.

C’è poi sempre Mc Donald’s per farsi del male e sentirsi felici, soprattutto perchè la triade paninozzo+patatonze+coca take away e i Simpson nella TV a led in sala riunioni un po’ furtivi è il massimo del massimo dei pranzi da lavoratori di ufficio.

I saggi e i salutisti, oppure quelli un po’ al verde, optano in modo previdente per la schiscetta, che non ha altro corrispettivo in traduzione al mondo: “pranzo al sacco” obiettivamente non rende affatto. Pasta da scaldare al microonde o insalatine varie portate da casa vengono consumate mestamente  nella stanzetta o qualche volta davanti al pc e a una puntata in streaming della serie tv preferita. Non vedi però la luce del sole.

Il pranzo sushi rigorosamente al femminile è un modo esotico per girare alla larga dai carboidrati e per spettegolare dei colleghi maschi, d’estate il must è il gelato da passeggio da Bastianello o il bicchierone di frutta yogurth muesli e miele in gelateria che sembra dietetico, ma alla fine non lo è affatto.

I colleghi comunque sono sicuramente i più felici se li porti all’Antica Focacceria San Francesco. Iniziano a chiederti mille cose su come sono cotti, fritti e conditi i cibi, il significato originario dei loro nomi etc etc ma poi soprattutto si sbutriano fino a scoppiare, o fino ad agognare poi la pennica appena tornati alla propria scrivania. Nonostante la cucina sia per fortuna molto migliorata dal giorno della sua apertura  (il servizio invece è peggiorato), certo non puoi deluderli e confessare loro che lo store milanese non è all’altezza del doppio palermitano. Tuttavia alla fine nel panorama catastrofico del lunch meneghino ti sembra anche una delle opzioni migliori, dove consumare qualcosa di saporito e vagamente salutare che ti fa sentire a casa.

Salvo rapidi giretti in solitaria per shopping o improrogabili commissioni tipo sbattimenti alla posta o prelievo contanti, in pausa pranzo ci vai di solito con i colleghi del tuo turno continuando generalmente a parlare di lavoro. Alla fine ti sembra di non aver fatto pausa proprio da un bel niente. Caffè.

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2011 in review – I risultati del blog di Mirtilla dopo il suo primo anno di età

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2011 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

A San Francisco cable car holds 60 people. This blog was viewed about 3.400 times in 2011. If it were a cable car, it would take about 57 trips to carry that many people.

Click here to see the complete report.

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Buon 2012 rosso a tutti!

Prevedibile come una nuvola di Giuliacci, questa sera per l’ultimo dell’anno mi vestirò di rosso. Con tanto di giarrettiera d’ordinanza espressamente obbligatoria in pendant con abito e mutande di rito, saluterò così il nuovo anno.

Niente consuntivi nè ringraziamenti moralistici, so io cosa mi ha portato il 2011, cosa mi hanno dato le persone che ho conosciuto, i traguardi che ho ottenuto, le cose che ho imparato e quelle ancora da trovare e da migliorare.
Spero che sia, per me e per voi che leggete, un anno rosso
carico di tutti i significati che questo colore porta con sè.

 

Rosso d’amore, di passione e compassione, di forza, sangue e fatica, di energia, lucidità, slanci e ripartenze. E questo è anche il mio proposito per il 2012, uno, preciso, chiaro e semplice: ri-mettermi in gioco. Con entusiasmo e curiosità, iniziare – e finire – qualcosa di nuovo solo per me, che mi appassioni, che mi renda fiera.
E, alla fine, per il nuovo anno anche un desiderio, il terzo in ordine che aspetta di essere esaudito dopo i primi due realizzati dal giorno del mio traguardo. No, non si dice, altrimenti che desiderio è!

È questo l’augurio di Mirtilla. Buon anno rosso a tutti!

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